Per raccontare la nascita di MIRA non basta partire dai servizi: serve partire dal cambiamento in atto nel mondo del lavoro.
Abbiamo intervistato Linda Croce, la presidente di Azalea e responsabile strategica del progetto, per approfondire il contesto da cui nasce MIRA, i bisogni concreti delle imprese e il modo in cui la cooperativa intende affiancarle in una fase di trasformazione profonda.
Ne emerge uno sguardo che tiene insieme organizzazione, persone e territorio, traducendo oltre trent’anni di esperienza in una proposta strutturata per le aziende.
L’intervista è disponibile anche in >>versione video.
Oggi ci troviamo di fronte a uno contesto sempre più caratterizzato da carenza di giovani e di lavoratori e molte aziende fanno fatica ad attrarre e trattenere persone. Che cosa sta cambiando davvero nel mondo del lavoro?
Prima ancora del mondo del lavoro, ci stiamo rendendo conto di come il mondo stesso, per come lo abbiamo conosciuto nel Novecento, stia cambiando profondamente. Lo vediamo per esempio con i cambiamenti demografici (l’invecchiamento progressivo della popolazione occidentale), con bisogni di cura e benessere che stanno diventando sempre più complessi; con l’innovazione tecnologica, con i cambiamenti climatici, con i cambiamenti nei modelli di governance. E anche, quindi, il mondo del lavoro: le aziende fanno sempre più fatica ad attrarre e trattenere persone, a gestire la convivenza tra generazioni con aspettative, linguaggi e valori molto diversi fra loro e in bisogni o a immaginare risposte adeguate ai bisogni sociali di cura e benessere molto più complessi rispetto al passato. È in questa complessità che anche il welfare fatica oggi a dare risposte adeguate. Oggi le risorse e le competenze esistono: esistono nel pubblico, nel terzo settore — composto da mondi diversi ma sinergici come la cooperazione sociale, l’associazionismo e le fondazioni — esistono nelle imprese e nelle comunità, fatte dalle persone che le abitano. Ma spesso restano frammentate e faticano a diventare una risposta davvero efficace. È dentro questo cambiamento che in Azalea abbiamo costruito MIRA per accompagnare le imprese in questa fase di cambiamenti rapidi e profondi.
In questo scenario, qual è il bisogno concreto che avete visto emergere nelle aziende e a cui MIRA vuole rispondere?
Quello che vediamo oggi nelle aziende è innanzitutto un aumento della complessità. Le imprese si trovano a dover gestire contemporaneamente temi diversi — dall’attrattività del lavoro al benessere delle persone, dagli obblighi di legge come il Bilancio di sostenibilità a quelli legati alla Legge 68, alla costruzione di contesti e culture organizzative più inclusive — spesso senza avere un interlocutore unico capace di tenere insieme questi piani.
Molte risorse esistono già nei territori, così come esistono competenze importanti nel mondo del pubblico, del terzo settore e del privato. Quello che spesso manca non è l’offerta, ma la capacità di orientarsi dentro questa complessità e di costruire risposte integrate, sostenibili e realmente utili per l’impresa.
È esattamente su questo punto che MIRA vuole intervenire: aiutare le aziende a leggere i propri bisogni in modo più sistemico e ad attivare, in modo accompagnato e modulare, le soluzioni più adatte al proprio contesto organizzativo.
Quindi concretamente: che cos’è MIRA e cosa permette di fare alle aziende?
MIRA è l’offerta con cui Azalea oggi affianca le imprese su bisogni molto concreti: inclusione lavorativa, welfare per le persone, formazione e servizi aziendali.
La prima cosa che un’azienda può fare con MIRA è lavorare sull’inclusione anche in relazione alla Legge 68, cioè l’obbligo per molte imprese di inserire persone con disabilità. In alcuni casi l’azienda può attivare una convenzione e affidare ad Azalea una commessa di lavoro reale: la cooperativa assume e accompagna le persone, e l’impresa trova una risposta strutturata e sostenibile.
La seconda area è il welfare per le persone dell’organizzazione. Parliamo di supporto psicologico, orientamento nei momenti di fragilità, servizi per la genitorialità e per chi si prende cura di familiari fragili. Ma anche di welfare esperienziale e relazionale: per esempio laboratori inclusivi, attività di coinvolgimento delle persone e iniziative che rafforzano il senso di appartenenza.
La terza area è la formazione: percorsi su inclusione, gestione delle differenze generazionali, benessere organizzativo e futuro del lavoro. Qui rientrano anche team building aziendali, esperienze di volontariato d’impresa e l’accompagnamento ai percorsi di certificazione sulla parità di genere.
E poi ci sono i servizi che Azalea già realizza ogni giorno: ristorazione sociale e aziendale, catering, eventi e forniture. Anche queste possono diventare scelte coerenti con gli obiettivi ESG dell’impresa.
Il punto di MIRA è semplice: un’azienda può partire anche da un solo bisogno e trovare un interlocutore unico capace di costruire una risposta concreta, modulare e continuativa.
Hai detto che MIRA può supportare le aziende nell’ assolvere all’obbligo previsto dalla Legge 68 di assumere persone con disabilità. In che modo?
MIRA supporta le aziende sulla Legge 68 in modo operativo e flessibile, partendo sempre dalla situazione specifica dell’impresa.
Una delle modalità più utilizzate è la convenzione: l’azienda affida ad Azalea una commessa di lavoro reale — ad esempio servizi di pulizia, attività di assemblaggio o servizi di mensa aziendale — e la cooperativa si occupa dell’assunzione e dell’accompagnamento delle persone, anche presso i propri spazi. Si tratta dello strumento previsto dall’articolo 14 del decreto legislativo 276/2003, che permette all’impresa di rispondere in modo strutturato agli obblighi della normativa attivando allo stesso tempo un progetto di inclusione lavorativa sostenibile.
Nel caso in cui l’impresa decida di assumere in proprio la persona con disabilità MIRA può accompagnare e supportare l’impresa nella selezione, affiancamento e tutoraggio della persona fragile.
Una curiosità: il nome MIRA da dove arriva? Ha un significato?
Il nome MIRA nasce da un doppio significato.
È un acronimo — Motivazione, Impatto, Relazione, Armonia — e richiama i pilastri su cui oggi si costruisce l’inclusione nelle organizzazioni.
Ma MIRA è anche un’immagine precisa: significa saper guardare lontano e, allo stesso tempo, prendere la mira in modo consapevole e strategico. Non muoversi in modo casuale, ma mettere a fuoco una direzione.
È questa la logica con cui lavoriamo con le imprese: uno sguardo lungo sui cambiamenti e la capacità di tradurlo in scelte concrete, intenzionali e sostenibili nel tempo.
Perché Azalea: MIRA nasce dentro Azalea. In che modo l’esperienza della cooperativa incide sul modo di lavorare con le aziende?
MIRA nasce dentro Azalea e porta con sé un’esperienza concreta maturata in oltre trent’anni — trentaquattro per la precisione — nei servizi di cura, educativi, sociosanitari e di inclusione lavorativa. Questa presenza su ambiti diversi della cura ci ha permesso di sviluppare uno sguardo ampio sui bisogni delle persone e delle organizzazioni.
Questo per noi fa una differenza sostanziale: non partiamo da modelli teorici, ma da situazioni reali affrontate ogni giorno, con persone, famiglie, servizi e organizzazioni. Significa conoscere molto da vicino cosa rende un inserimento lavorativo sostenibile, cosa tiene davvero nel tempo un progetto di welfare e dove le aziende incontrano più spesso difficoltà operative.
Accanto all’esperienza, c’è anche un investimento strutturato sulle competenze. I percorsi di formazione su inclusione, parità di genere, cultura inclusiva e studi di futuro sono progettati e condotti da professioniste e professionisti che lavorano ogni giorno dentro Azalea, coniugando formazione accademica — anche di livello universitario — ed esperienza maturata sul campo.
Lavorare con le imprese, per Azalea, significa proprio questo: tradurre un patrimonio di esperienza e competenze in strumenti concreti e praticabili per il mondo produttivo.
È questo connubio tra pratica e formazione specialistica che permette a MIRA di affiancare le aziende con uno sguardo insieme competente, realistico e orientato alle soluzioni.
Per concludere, un’ultima domanda: a chi è rivolto quindi MIRA e come può iniziare un’azienda a lavorare con noi?
MIRA è pensata per le imprese che stanno già percependo che il lavoro sta cambiando e che vogliono affrontare questa fase in modo più consapevole e strutturato. Non serve essere già avanti su questi temi: spesso si parte proprio da un bisogno molto concreto — un obbligo di legge da gestire, un problema di attrattività, una difficoltà organizzativa — e da lì si costruisce insieme un percorso sostenibile.
Il primo passo è semplice: aprire un confronto con il nostro team per leggere la situazione specifica dell’azienda e capire dove ha più senso intervenire. Da lì MIRA costruisce proposte modulari e su misura, proporzionate e realmente praticabili.
Perché oggi, di fronte a cambiamenti così profondi, la differenza non la fa avere tutte le risposte da soli, ma scegliere i partner giusti con cui costruirle.
Scopri come attivare un progetto MIRA nella tua azienda:
Francesca Agnellini
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mira@azalea.coop