Psicomotrcità per anziani

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L’invecchiamento

“Mens sana in corpore sano” recitava la nota sentenza latina, ripetuta assai spesso o assunta come motto, con significati vari e in appoggio a teorie diverse.
L’invecchiamento può essere definito come un processo di modificazione di un organismo in funzione del tempo. Il temine descrive, dunque, la somma di tutti i cambiamenti che si verificano, con il passare del tempo, nell’uomo e in ogni altro essere vivente (Kenney, 1985). L’età media di sopravvivenza si sta sempre più allungando e già da diversi anni si parla di “quarta età”, intendendo con essa le persone con più di 80 anni, che sono sempre più numerose.

Come cambia il corpo?

In età senile il corpo tende a degenerare progressivamente, diviene minore l’energia a disposizione per muoversi, si riducono le attività motorie “quotidiane”, rallentano i tempi di reazione sia fisica che cognitiva, ci si sente più stanchi, ci si muove di meno, si diventa sedentari e solitari. La riduzione di queste abilità, tuttavia, non è tale da privare la persona della sua competenza ed autonomia. Gli interventi riabilitativi che tengono separato il corpo dalla mente non possono dare risposte soddisfacenti in questa situazione.

Come può essere d’aiuto la psicomotricità per gli anziani?

La psicomotricità trova qui la sua importanza. E’ una disciplina che analizza l’interazione tra corpo e mente, considerando la persona nella sua globalità psico-corporea. La psicomotricità trova un ampio riscontro in ambito educativo, nell’età evolutiva, orientando le sue azioni allo sviluppo armonico del bambino, ma i suoi principi la pongono come un valido intervento anche in età adulta, sia con persone anziane autosufficienti che con compromissioni afferenti alla sfera motoria e cognitiva. E’ un’attività che si propone di favorire nei soggetti il benessere psicofisico favorendo la sperimentazione di nuovi modi di sentire il proprio corpo, cogliendone anche un maggior controllo ed una maggiore consapevolezza, valorizzando le potenzialità e l’autonomia, e favorendo la presa di coscienza delle proprie sensazioni psicofisiche e delle capacità di fare e saper fare in positivo. Un percorso psicomotorio consente di migliorare le capacità motorie e sensoriali, la coordinazione dinamico-generale, l’efficienza muscolare e articolare, le capacità respiratorie e cardiocircolatorie; rimette inoltre in moto le energie vitali assopite, consente di mantenersi attivi e protagonisti, previene il declino psicofisico, evita l’isolamento, stimola l’interesse e gli scambi interpersonali, crea un momento di coesione e condivisione sociale e migliora l’umore.

Dott.ssa Claudia Ottonello
Dott.ssa Claudia OttonelloPsicomotricista - Laureata in Psicologia
La Dott. Ottonello è Psicomotricista, diplomata presso il CISERPP di Verona.
Si è formata presso l’Università degli studi di Padova, dove ha conseguito la laurea magistrale in Neuroscienze e riabilitazione Neuropsicologica.
Ha frequentato il Master in Psicomotricità Neurofunzionale specializzandosi in Disturbi Specifici dell’Apprendimento.
Ha esperienza nell’ambito della psicomotricità e grafomotricità preventivo pedagogica, nell’ambito della disabilità e della psichiatria.
Conduce percorsi individuali ed attività di psicomotricità, laboratori tematici nelle scuole dell’infanzia e primarie; interventi psicomotori di gruppo presso il centro di salute mentale Ulss 20 di Verona e attività socio-riabilitative e di stimolazione cognitiva per la prevenzione delle malattie neurodegenerative.
2017-11-28T18:08:34+00:00 novembre 30th, 2016|Psicomotricità|