La Depressione: quando ascoltare il proprio corpo diventa fondamentale

///La Depressione: quando ascoltare il proprio corpo diventa fondamentale

Spesso ci troviamo a sentir parlare di depressione, ormai una terminologia che rientra nel lessico comune e che viene utilizzata anche per indicare momenti o stati d’animo non associabili alle caratteristiche del disturbo psicologico in questione.

Proviamo a dare una chiave di lettura della depressione utilizzando un canale che spesso ci “dimentichiamo di ascoltare”: il nostro corpo.

Quando percepiamo di avere un problema è fondamentale prestare attenzione al rapporto che c’è tra la problematica manifestata in quel momento e il rapporto che si ha con il proprio corpo. Quest’ultimo, rappresenta un ottimo indicatore concreto dei nostri conflitti interni.

Nello specifico ritornando alla tematica di questo articolo, con il termine depressione, il DSM V – il manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali – dà questa definizione: “un disturbo dell’umore, caratterizzato da un insieme di sintomi, che alterano il funzionamento vitale della persona che ne soffre, compromettendo anche la sua vita sociale”.

La definizione in sé e la nominalizzazione della patologia ci fanno effettivamente pensare a qualcosa di rigido, di fermo, che persiste nel tempo.

Lowen, importante psicanalista che ha improntato il suo lavoro sull’analisi corporea, ritiene che la depressione, dal punto di vista energetico si manifesti con la diminuzione di tutte le funzioni energetiche. Risultano depressi la respirazione, l’appetito e la pulsione sessuale. In questo stato, è impossibile che il soggetto risponda positivamente all’esortazione ad interessarsi a qualcosa: non ha, letteralmente, l’energia per sviluppare un interesse. La respirazione nello specifico risulta molto ridotta in tale disturbo, comportando una diminuzione della reattività emozionale.

Consigli utili

Lowen consiglia nel caso di soggetti depressi di caricare il livello energetico, avvalendosi di una respirazione più profonda e piena. Essendo la persona depressa priva dal punto di vista energetico è fondamentale il supporto del terapeuta. Il problema della depressione però rappresenta l’incapacità di mantenere spontaneamente la respirazione. Fondamentale è quindi, aprire le vie dell’autoespressione attraverso il movimento, la voce e gli occhi, questo perché la respirazione ha aperto la gola, caricato il corpo e attivato emozioni represse, con il risultato di far scorrere fuori un senso di tristezza. Quindi, l’avvalersi in parallelo all’analisi corporea di un lavoro psicoterapeutico è necessario per il buon esito dell’intervento psicologico.

Le persone che soffrono temporaneamente di questo disturbo, sanno anche che un continuo lavoro sulla respirazione, può allentare le tensioni a livello somatico (espressione di tensioni psicologiche) portandoli a un graduale miglioramento dello stato depressivo. Questo perché la persona che interagisce e ascolta il proprio corpo non diventa depresso ma accetta le proprie sensazioni come espressione della propria personalità e non ha difficoltà a esprimerle.

Gli uomini pensano di risolvere tutto con la mente invece di “sentire”. Ma il sentire non ha a che fare con l’intelligenza o con la forza. Solo lavorando su di sé, sul proprio corpo – grazie al quale l’uomo “sente” – l’uomo può curarsi e aspirare, come è sacrosanto, a una vita sana, libera, felice. Ed essere in grado di amare veramente”
A.Lowen

Dott.ssa Valentina Pavoni
Dott.ssa Valentina PavoniPsicologa Psicoterapeuta
La Dott.ssa Pavoni è Psicologa Psicoterapeuta in formazione presso l’Istituto Mosaico Psicologie “Psicodramma Psicanalitico”.
Si occupa di consulenze e sostegno psicologico rivolti sia all’individuo (disturbi d’ansia, problemi relazionali, depressione) che ai gruppi (valutazione del benessere e del clima classe e formazione aziendale).
Esperta in lettura del corpo, utilizza la tecnica bioenergetica come uno degli elementi indispensabili nel percorso terapeutico.
2017-11-28T18:08:24+00:00 agosto 7th, 2017|Psicologia Specialistica|