Gli stili genitoriali

Gli stili genitoriali

Recentemente sono stato invitato ad organizzare un ciclo di serate per genitori all’interno di una scuola. Durante gli incontri una mamma, timidamente, mi segnalava quanto ci sarebbe bisogno di occasioni di confronto tra professionisti e genitori. “Quanto sarebbe bello se ci fossero incontri così… una specie di scuola per genitori!”

Sarebbe davvero bello, perché il mestiere del genitore non è certo tra i più semplici. È una gioia per tutti quando facciamo per la prima volta la conoscenza del nostro piccolo, eppure ben presto ci accorgiamo che aiutarlo a crescere non è sempre una questione di “spontaneità”.

Capiamo così, col passare dei mesi e degli anni, che “non si nasce genitori” e che per svolgere questo importante compito occorre mettersi in gioco e imparare.

Tra le tante teorie che gli psicologi e i pedagogisti hanno elaborato nel corso degli anni, ce n’è una che trovo particolarmente importante e che segnalo sempre ai genitori che seguo, per avere una traiettoria da seguire nel difficile compito educativo.

Si tratta della teoria degli stili genitoriali, proposta da Diana Baumrind negli anni ’70.

Con “stile genitoriale” intendiamo la modalità educativa, ovvero gli atteggiamenti, l’approccio, i gesti e i comportamenti che ciascun genitore mette in atto nello svolgere il proprio ruolo educativo. Tale modalità è naturalmente il risultato di un mix tra:

  • la nostra personalità

  • gli stili che abbiamo osservato nei nostri genitori
  • i comportamenti che ci saremmo aspettati o avremmo desiderato che i nostri genitori avessero quando eravamo bambini

  • ciò che crescendo abbiamo imparato sull’arte dell’essere un buon genitore

È un mix talmente complesso, che inevitabilmente ciascuno di noi ha il proprio stile personale ed ognuno è diverso dall’altro.

Tuttavia la Baumrind ha osservato come si possano riconoscere quattro stili fondamentali:

  • Negligente
  • Permissivo
  • Autoritario
  • Autorevole

Lo stile negligente è caratterizzato dall’assenza sia di un atteggiamento di cura che di controllo. Il bambino è lasciato a se stesso e il genitore abdica al proprio ruolo educativo. Non è attento alle necessità del bambino e non dà un contenimento attraverso le regole e “No” di cui il bambino ha bisogno per crescere in modo sano. Fortunatamente è raro trovare genitori completamente negligenti e, di solito, ciò avviene in contesti socioculturali deficitari.

Per chi ha visto il film “La fabbrica di cioccolato” lo stile negligente è osservabile nei genitori di Augustus, che, come si vede nell’immagine, a malapena osservano il figlio da lontano e lasciano che sia lui stesso a decidere per se stesso come soddisfare le sue necessità, mettendolo in grave pericolo di farsi del male.

Lo stile permissivo, si differenzia dal precedente in quanto è invece molto presente l’aspetto della cura, dell’accudimento, talvolta anche del calore affettivo, ma ugualmente non vengono investite le energie nel contenimento e nell’insegnamento delle regole importanti per il vivere quotidiano.

Non vengono imposti i “no” che invece sono fondamentali per limitare il pensiero egocentrico del bambino e aiutarlo a fare i conti con la realtà, che spesso non ci consente di avere tutto ciò che vogliamo.

Sono così i genitori di Veruca, sempre pronti a soddisfare ogni minimo capriccio della figlia, alimentando così un delirio di onnipotenza che le costerà molto caro.

Lo stile autoritario è diametralmente opposto a questo. È privo di accudimento, di calore umano, di interesse spontaneo nei confronti del bambino ed è invece rigido sul rispetto delle regole e inflessibile sui “no”.

È altrettanto pericoloso perché non aiuta il bambino a trovare compromessi tra i propri bisogni e la realtà e, soprattutto, è un “amore vuoto”, un amore detto a parole, ma che non trova riscontro a livello emotivo. Il bambino può crescere sentendosi poco importante, con una bassa autostima e senza alcun amore verso se stesso.

È proprio il caso di Willy Wonka, cresciuto con un padre rigido e inflessibile, non cattivo, ma troppo concentrato sul proprio lavoro e incapace di mostrare affetto.

Infine, vi è lo stile autorevole. Il genitore che utilizza questo stile è in grado sia di mostrare attenzione alle regole, sia di fornire cure amorevoli. È attento ai bisogni del bambino, sa ascoltare con empatia le sue richieste, ma sa anche dire qualche “no” quando è necessario, spiegandone però le ragioni e mostrando dispiacere quando non può esaudire i desideri del figlio. Sa essere fermo sul rispetto di una regola, perché sa che questo aiuterà il bambino ad accettare le regole del “mondo esterno”. Presenta quindi la regola in modo chiaro, spiegandola e ripetendola quando serve, con voce ferma e tranquilla, senza bisogno di gridare o di diventare aggressivo per affermare il proprio potere. Mostra così di avere fiducia nel figlio, infondendo in lui la sicurezza che gli permetterà di credere in se stesso e affrontare con coraggio e tenacia le sfide della vita.

Sono così i genitori del protagonista del film, Charlie. È il loro sguardo amorevole e fiducioso che lo sostiene in ogni difficoltà e che lo porta a realizzare i suoi sogni.

Dott. Filippo Mantelli
Dott. Filippo MantelliPsicologo - Psicoterapeuta
Psicologo, psicoeducatore e psicoterapeuta. Ha conseguito una prima laurea in Scienze dell’Educazione (2007) e ha in seguito proseguito gli studi in Psicologia Clinica ed Educativa (2010). Ha effettuato il tirocinio formativo presso la Neuropsichiatria Infantile – ULSS 20 di Verona, lavorando fianco a fianco con una psicologa e una neuropsichiatra. Ha frequentato la scuola quadriennale AETOS di Psicoterapia ad approccio integrato (Analisi Transazionale e Approccio Interpersonale). Ha svolto il relativo tirocinio presso l’Ospedale Villa Santa Giuliana e presso la clinica Villa Santa Chiara. Si sta ulteriormente specializzando con un Master in “Psicoterapia ad approccio corporeo” secondo il modello dell’Analisi Funzionale di Will Davis. Lavora nell’ambito dell’età evolutiva dal 2004, collaborando con servizi privati convenzionati e proseguendo poi con l’attività libero professionale. Si occupa di interventi psico-educativi e clinici sia individuali che di gruppo in particolare con minori e adolescenti, nonché di sostegno alla genitorialità.

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2017-12-06T14:16:59+00:00 luglio 1st, 2016|Psicologia evolutiva|