Seguire la dieta senza fatica

Dopo una dieta dispiace sempre vedere vanificarsi gli sforzi compiuti nell’arco di mesi, perchè diciamocelo, dimagrire è molto più difficile che ingrassare, ed il nostro corpo è biologicamente predisposto a fungere da “accumulatore” di energie, in vista di eventuali carestie. Il benessere e la disponibilità alimentare che conosciamo ha ben poco a che vedere con le condizioni in cui l’uomo è vissuto prima della seconda metà del XX° secolo. In conseguenza di ciò, sopportiamo bene l’iperalimentazione (=ingrassiamo senza rendercene conto) ma sentiamo subito se i nostri introiti sono anche di poco inferiori allo standard. Niente che si possa comunque forzare con una buona dose di motivazione ed organizzazione.

Ad esempio, cosa potrebbe essere utile fare per tenere controllato il peso in un momento dell’anno in cui tutte le condizioni ambientali fuori dal nostro controllo (freddo, riposo da scuola/lavoro, S.Lucia, Babbo Natale, i nonni, la suocera…) ci spingono o ci hanno spinto all’iperalimentazione?

Introdurre piatti compatibili con la dieta

Quando tocca a voi cucinare, il che si spera capiti il più spesso possibile, cercate di preparare qualcosa di gustoso ma a base di ingredienti sani. A volte insistiamo a preparare i soliti 3-4 piatti approvati perchè sappiamo che saranno un successo e che verranno letteralmente spazzolati. Proponendo qualcosa di alternativo ma sfizioso sarete ancora più graditi dai vostri ospiti, che saranno incuriositi dalla nuova ricetta. Abbattiamo il luogo comune secondo cui le preparazioni dietetiche sono scialbe e tristi, cucinando minori quantitativi, con ingredienti di maggior qualità. Verranno valorizzate le singole pietanze e si ridurrà l’insorgenza di quella spiacevole sensazione di pesantezza.

Mangiare leggero prima di una cena o un pranzo importante

Se vi affamate tutto il giorno col fine di poter concedervi qualcosa di più quando sarete a cena fuori, spianerete la strada ad un’abbuffata colossale. L’obbiettivo è quello di arrivare al pasto con un modesto appetito, in modo da mantenere la calma durante il buffet. Come si arriva a questo? In previsione di un pasto più abbondante, è giusto risparmiare calorie alleggerendo i pasti precedenti, ma con intelligenza: riduciamo le porzioni di carboidrati (fette, pane, cereali, patate) o sostituiamole con fonti di proteine sazianti ma digeribili (pollo, tacchino, pesce magro, legumi) e riempiamo il vuoto nel piatto con porzioni extra di verdure, meglio se a foglia o a fiore (spinaci, bieta, lattuga radicchio, cavoli, broccoli ecc). Se il pasto importante è un pranzo, andrà bene una colazione a base di yogurt bianco greco e frutta fresca a pezzi, oppure del the verde con pane di segale e miele.

Esplorate l’area

Utile soprattutto in occasione dei buffet in cui si usa mettere a dura prova la forza di gravità con affinate tecniche di impilamento dei cibi. Andate a fare prima un giro dell’intero percorso gastronomico, date uno sguardo panoramico su tutte le prelibatezze presentate: c’è proprio bisogno di mangiare cotanto cibo? Iniziate a riempire il piatto con le cose più “sane” (o le meno malsane) e riservate un piccolo posticino per quello che proprio desiderate assaggiare. Date preferenza a pietanze che normalmente non mangiate, così allietate le vostre papille gustative con qualcosa di nuovo…che gusto c’è ad andare a cena fuori e riempirsi la pancia di cose che potremmo benissimo mangiare tutti i giorni? Se non c’è il buffet ma si tratta di una più formale cena al ristorante…meglio. Ma ancora meglio se prima di presentarvi vi informate sul menù, chiedendo informazioni a chi ha prenotato o curiosando sul sito del locale. Oggigiorno dato il maggior interesse delle persone per la salute, ma anche per obblighi legislativi, i ristoratori sono più propensi a rendere pubblici menù ed informazioni circa le loro preparazioni (la colonna dei prezzi copritela, e guardatela solo e solamente dopo aver bevuto il caffè). Sapere quello che vi sarà servito vi consente di programmare meglio cosa scegliere e su cosa essere parsimoniosi.

Tagliare sulle bevande

dieta

Le dimensioni delle porzioni di cibo contano, così come quelle delle bevande. Ma conviene sempre risparmiare sulle calorie liquide che su quelle solide, per diversi motivi: innanzitutto non apportano nulla in termini di sazietà, in secondo luogo bisogna ricordare l’effetto disinibitorio dell’alcol, che potrebbe facilmente portarvi a trasgredire i buoni propositi.
Infine, l’apporto calorico non è trascurabile, e anche se sceglieste un semplice bicchiere di spumante, introdurreste comunque 80 Kcal. Con un bicchiere di vino rosso arrivereste a 120 Kcal, le stesse che apporta una dose di digestivo (limoncino, amaro…). Un piccolo accorgimento potrebbe essere quello di tagliare il vino con dell’acqua frizzante, trasformandolo in uno sprizzato. Se proprio vi turba l’idea di essere gli unici senza bicchiere in mano, potete sempre offrirvi di guidare, in tal caso avete già la scusa valida.

Evitare le tentazioni, ma non dire NO a tutto

Se sarete voi a preparare la cena, evitate di scegliere alimenti ipercalorici che sapete vi tenteranno per tutta la durata del pasto. Se pranzate fuori casa, tenete distante da voi i cibi che più vi inducono in tentazione: il cestino del pane, crackers e grissini, i cubetti di formaggio, il dolce avanzato…lontano dagli occhi, lontano dal cuore.
Però, se è giusto controllare l’introito totale di cibo nella giornata, altrettanto giusto non è privarsi di tutto. Un atteggiamento così drastico non farà altro che aumentare la frustrazione, che è l’anticamera del boicottaggio della dieta. La parola d’ordine è selezione: attraverso i consigli precedenti, sarete in grado di arrivare alla cena sapendo quello che dovete evitare, e quello che vi concederete perchè proprio vi piace e non ci volete rinunciare. Ricordate che non servono porzioni extralarge per nutrire la componente edonistica dell’alimentazione, anche mangiando la torta più buona del mondo dopo 6-8 bocconi il senso del gusto di satura.

Dott.ssa Sonia Magagnotto
Dott.ssa Sonia MagagnottoDietista
La Dott.ssa Magagnotto ha conseguito la laurea in Dietistica presso l’Università degli studi di Padova nel 2011.
Lavora dal 2012 nell’ambito della ristorazione collettiva, scolastica e poi ospedaliera, attività che tuttora svolge negli ospedali di Verona (Borgo Trento), presso cui gestisce e verifica la corretta applicazione dei menù e delle diete speciali per soggetti con allergie o patologie che richiedono particolare attenzione alla qualità e composizione dei pasti.
Ha collaborato per diversi anni con studi medici polispecialistici nella zona Legnago-est veronese.
Partecipa regolarmente ai corsi di aggiornamento in materia di nutrizione e dietoterapia, attualmente frequenta il corso “nutrizione e fitoterapia” presso la Scuola Veneta di Nutrizione e Fitoterapia.
2017-11-28T18:08:32+01:00 Gennaio 18th, 2017|Nutrizione e dietistica|