Dieta per diabetici

Dieta per diabetici

Nel trattamento nutrizionale del diabete è di primario interesse porre al centro dell’intervento il paziente e le sue esigenze, poichè nella maggior parte dei casi si tratta di modifiche dietetiche che dovranno essere applicate a lungo termine, quindi risulta fondamentale far sì che le abitudini alimentari che si incoraggeranno siano compatibili con lo stile di vita e le preferenze di una persona.

Inoltre, risulta fondamentale la collaborazione attiva con un team di specialisti (diabetologo, infermiere, podologo, psicologo…).

La visita dal dietista 

La prima visita con un dietista prevede:

  • raccolta generalità del paziente
  • anamnesi personale fisiologica
  • anamnesi alimentare e stile di vita
  • storia ponderale, esperienze dietetiche pregresse

  • valutazione antropometrica (peso, altezza, circonferenze, pliche…)

  • valutazione dello stato nutrizionale (necessaria consultazione degli esami bioumorali)

Diabete: la dieta passo dopo passo

dieta per diabetici

In caso di patologia diabetica l’anamnesi prevede un’indagine sulla storia glicemica (diario glicemico o altri referti) e sugli eventuali episodi di scompenso glicemico, valutando anche le modalità di gestione del paziente.

In base alla situazione clinica del paziente, il dietista elabora un piano dietoterapeutico individualizzato, facilmente applicabile, flessibile e soprattutto graduale, programmando obiettivi realistici e raggiungibili.
La dieta sarà la base attraverso la quale si cercherà di indirizzare il paziente verso scelte alimentari salutari, che gli consentano di influenzare positivamente il compenso glicometabolico.
La sua efficacia viene appurata programmando controlli periodici con il paziente (inizialmente con frequenza ogni 2-4 settimane, in seguito bi- o trimestrale) durante i quali vengono aggiornate le valutazioni di cui sopra, e si verifica la compliance del paziente, analizzando e risolvendo eventuali difficoltà.

Ciascun incontro, prevede uno spazio dedicato all’educazione alimentare, nella forma più idonea all’utenza, anche con l’ausilio di strumenti di utilità pratica, ad esempio: liste di scambio di alimenti, identificazione delle porzioni, lettura delle tabelle nutrizionali, counting dei carboidrati, suggerimenti per i pasti fuori casa ecc.

L’intento è quello di rendere autonomo il paziente nella gestione della sua alimentazione e di tutti quegli aspetti di quotidianità che in qualche modo la influenzano, migliorandone lo stile di vita nel complesso. Questo obiettivo, certamente più impegnativo dei classici approcci prescrittivi con schemi alimentari rigidi, porta con ottime evidenze ad un cambiamento netto, stabile e per questo meno faticoso da mantenere nel tempo.

2017-08-15T18:17:26+02:00 Agosto 8th, 2016|Nutrizione e dietistica|