Se un bambino parla poco e male

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Se un bambino parla poco e male…

Lo sviluppo del linguaggio crea sempre molte ansie ed aspettative nei genitori di bimbi piccoli e la grande variabilità nell’evoluzione di queste competenze può rendere difficile capire se e quando è il caso di preoccuparsi. Ci sono bambini che iniziano a parlare prestissimo e lo fanno fin da subito in modo chiaro e comprensibile, per altri invece i primi passi nel mondo delle parole risultano più lenti ed incerti, ricchi magari di confusioni tra i suoni che le compongono.

Considerando la grande variabilità, sono forse utili allora dei riferimenti che ci possono aiutare a capire se il nostro piccolo sta facendo fatica.

Le tappe dello sviluppo del linguaggio

Intorno all’anno i bambini iniziano a pronunciare le prime parole e dimostrano di comprenderne molte di più. L’evoluzione in questi mesi solitamente è rapida e porta, prima dei 2 anni ad un vocabolario di almeno 50 parole che il bambino utilizza in modo appropriato, in associazione a gesti che gli consentono di interagire in maniera efficace con gli altri.

Un vocabolario sufficientemente ricco rende possibile l’associazione di due o più termini e quindi la possibilità da parte del bambino di esprimersi con semplici frasi composte da 2 o più elementi che diverranno via via sempre più complete e complesse.

Anche se, come si è già detto, vi è grande variabilità; è importante considerare che intorno ai 3 anni il bambino dovrebbe sapersi esprimere in maniera chiara e comprensibile, articolando correttamente tutti i suoni della lingua (ad eccezione della R e della S che si possono stabilizzare anche successivamente) e formulando delle frasi grammaticalmente complete e corrette.

È importante considerare che talvolta, il rallentamento nel processo di sviluppo può essere causato da frequenti otiti nei primi anni di vita che non consentono al bambino, in un periodo particolarmente sensibile della sua vita, di fare esperienze uditive adeguate.

Come aiutare il bambino?

Per poter aiutare un bimbo il cui linguaggio si sta strutturando con fatica, è importante curare piccoli momenti di condivisione prestando attenzione agli scambi comunicativi a tu per tu. Raccontare con parole semplici i momenti routinari della giornata, come il tempo della pappa, del bagnetto, del gioco e l’osservazione di ciò che sta intorno significa creare ottime occasioni di apprendimento. È importante anche “prestare parole” ai suoi gesti, dando loro il giusto valore comunicativo.

Anche la condivisione di libretti può essere un bel modo per sostenere l’emergere di un linguaggio che si sta strutturando: scegliete libretti adatti al vostro bambino, con immagini chiare e sfogliatelo assieme in un momento di tranquillità soffermandovi su oggetti e semplici azioni legate alla quotidianità e al mondo del vostro cucciolo.

Dott.ssa Rosa Scaia
Dott.ssa Rosa ScaiaLogopedista
Logopedista dell’età evolutiva, lavora in campo evolutivo con bambini con disordini del linguaggio e dell’apprendimento e con bambini con Bisogni Comunicativi Complessi. Collabora all’interno dell’equipe multidisciplinare e si occupa di deficit comunicativi, ritardi e disturbi del linguaggio, rieducazione miofunzionale posturale, rieducazione tubarica e sordità.
2017-12-06T14:16:59+00:00 giugno 22nd, 2016|Logopedia|