I problemi di deglutizione

//I problemi di deglutizione

Che cosa si intende per disfagia?

Il termine disfagia significa “difficoltà a mangiare” e viene utilizzato dai clinici per definire un disagio nel deglutire (sintomo avvertito dalla persona stessa ) o una disfunzione deglutitoria obiettivamente rilevabile direttamente o indirettamente per le sue conseguenze. La disfagia non è una malattia ma un segno/sintomo che può presentarsi in maniera isolata oppure essere espressione di alcune patologie che colpiscono il sistema neuronale, motorio e sensoriale e che sottostanno alla deglutizione (Urkhead et al., 2007).

Le malattie che possono portare al sintomo disfagia sono numerose e conoscere ciò che ha causato il sintomo è indispensabile per definire il decorso e la prognosi della stessa. La disfagia può presentarsi in età pediatrica, adulta e senile (presbifagia).

In particolare in età adulta e geriatrica, essa può essere associata a numerose patologie invalidanti, soprattutto di tipo vascolare (come ictus, vasculopatia cerebrale dell’anziano), neurologiche (come malattia di Parkinson, SLA, Sclerosi Multipla), i traumi cranici o neoplasie del collo (ad esempio dell’esofago o della trachea).

Come si manifesta?

Le persone a rischio disfagia tendono a mantenere a lungo il cibo in bocca ed avere una deglutizione lenta ad iniziare, con conseguenti tempi prolungati per mangiare e bere. Un probabile quadro disfagico può essere riconoscibile durante il pasto della persona considerando questi segni (Amitrano, 2011; Allepaerts et al., 2008):

  • difficoltà a masticare
  • scoli delle labbra
  • residui in bocca
  • reflusso nasale
  • tosse
  • modificazioni della voce
  • aumento della salivazione e/o delle secrezioni bronchiali
  • difficoltà respiratorie e affaticamento
  • aumento della temperatura corporea entro 24 ore dall’alimentazione

Quali rischi comporta?

Le conseguenze della disfagia sono legate ad un maggior rischio di infezioni polmonari. Il ridotto introito alimentare può inoltre causare calo di ponderale (malnutrizione) e disidratazione. Nei casi più gravi, l’aspirazione del cibo può causare soffocamento (FLI, 2007).

Come agire?

Quando si sospetta che la capacità a deglutire sia compromessa, il primo e più importante passo per affrontare la disfagia è recarsi dal medico di base che invierà allo specialista competente per avere diagnosi e inquadramento della problematica attraverso esami strumentali; la diagnosi è necessaria per la presa in carico abilitativa o riabilitativa, in tal senso la gestione della persona disfagia deve essere multidisciplinare.

Il Logopedista, a seguito di diagnosi medica di disfagia e di inquadramento della fase compromessa, stila il progetto logopedico individualizzato che prevede attività di valutazione e trattamento diretto sul paziente attraverso la gestione di aspetti più generali (attenzione, memoria, collaborazione, ecc.), di aspetti aspecifici come il potenziamento delle attività muscolari e sensoriali degli organi coinvolti nella deglutizione e di aspetti specifici come l’utilizzo di modificazioni dietetiche (le più idonee consistenze della dieta rispetto al grado di disfagia ) o posture di compenso al fine di raggiungere una deglutizione funzionale.
Il Logopedista lavora, inoltre, indirettamente sul contesto, attraverso attività formazione e addestramento circa la preparazione ed il comportamento durante il pasto. (Raimondo et al., 2011).

Dott.ssa Ilaria Scardoni
Dott.ssa Ilaria ScardoniLogopedista
La Dott.ssa Scardoni si è laureata in Logopedia presso l’Università degli Studi di Padova ed ha effettuato un anno di volontariato come Logopedista presso la Struttura di Medicina Fisica e Riabilitativa di Marzana. Ha seguito studi di ricerca per tesi di laurea come correlatrice ed ha partecipato come relatrice ad alcuni eventi del settore. Attualmente sta proseguendo gli studi in Psicologia.
Collabora, nell’ambito dell’età evolutiva, con scuole dell’infanzia, studi dentistici e spazi mamma (0-3 anni) trattando disturbi di linguaggio, dell’apprendimento e deglutizione deviata.
Lavora nell’ambito dell’età adulta seguendo pazienti con Parkinson, afasia post-ictus, disturbi della deglutizione (disfagia) e disturbi di voce.
2017-12-06T14:16:59+00:00 novembre 4th, 2016|Logopedia|